POLITICA – ARTE 1 – 0
Finalmente è martedì e come promesso son tornato
. Evitiamo commenti vari sugli europei e sulla grandinata di un’ora fa (vabbè, uno lo faccio: mai visto delle biglie così grandi scendere dal cielo!) e commentiamo invece l’ennesima ingerenza della politica su questioni che assolutamente non la riguardano e che non è all’altezza di trattare.
Qualche settimana fa è stato inaugurato a Bolzano il Museion, nuovo museo d’arte moderna. Tra le opere esposte ha destato particolare scalpore la rana crocifissa, dell’artista tedesco Martin Kippenberger.

“L'enorme rana color verde fastidio è messa in croce. Ha gli occhi fuori dalle orbite ed un aspetto orribile.
In una mano tiene un boccale di birra, nell'altra un uovo. Ma che significa? Cosa voleva dire l'artista?
Letizia Ragaglia, curatrice del Museion e Antonio Lampis, vicepresidente della Fondazione, spiegano di che cosa si tratta. «Negli anni Novanta Kippenberger ha passato un lungo periodo di ferie nel Tirolo austriaco ed il contesto lo ha ispirato per la rana crocifissa». L'artista ha rappresentato una società che appare perfetta ma che in realtà è ipocrita. Una società che a fine giornata si abbrutisce di birra nei bar, si lascia andare a battutacce sul sesso ed a frasi sconce. E tutto questo sempre sotto il crocifisso di legno che compare in bella mostra in tutti i bar del Tirolo.
«Il Tirolo infatti è fatto di "Kneipen", locali dove a fine giornata si beve birra a litri per poi lasciarsi andare a barzellette e battute pesanti e sconce sotto il crocifisso di legno che, normalmente, vi si trova appeso. "Nageln" (inchiodare, i chiodi della croce) in gergo significa anche avere rapporti sessuali e "Fred Frog (rana) rings the bell" sta per "Facciamoci un altro giro di birra finché siamo ancora in grado di reggerci in piedi"». Insomma la rana in croce rappresenta l'uomo ridotto ad animale, che beve fino all'abbrutimento, che non riesce a liberarsi dalla croce dell'alcol vissuto come piaga. E Kippenberger condanna una società che da una parte si dice cristiana e che dall'altra, proprio sotto o davanti al cristo che dice di venerare, riesce ad esprimere solo il peggio di sé.
La rana è l'uomo abbrutito dalla birra e dall'alcol, costantemente "inchiodato" (o col chiodo fisso) del sesso. L'uovo rappresenta la perfezione tradita. Quello che avrebbe potuto essere e invece non è. La sofferenza. La vita sprecata.” (Alto Adige)
Subito è scoppiata la polemica con reazioni sdegnate del vescovo, della CEI e di cittadini qualunque, tutti offesi da questa blasfema rappresentazione del crocifisso. E la politica, a pochi mesi dalle elezioni, non poteva esimersi dal cavalcare questa situazione nella speranza i raccattare ancora qualche voto.
Ora, io non amo le provocazioni inutili e di cattivo gusto, ma questa rana mi sembra proprio che non possa offendere nessuno, ma sia anzi perfettamente rappresentativa di questa realtà locale, dove tutti si professano servi del signore e poi si fanno bellamente i c…avoli propri. E queste son le cose che dovrebbero offendere la chiesa e tutti quelli che si professano cattolici, non di sicuro un ranocchio verde fastidio.
Comunque, epilogo della storia, al museo (finanziato dai soldi della provincia e quindi della politica) sulla rana è calato il sipario, è stata nascosta, coperta da ritagli di giornale e lettere dei cittadini.

